Poha - poesia & Handicap

IL PROGETTO POHA Poesia ed Handicap Progetto che è nato nel 1998 con lo scopo di creare il primo club virtuale di Poeti Portatori di Handicap e non - Poha avvale della facoltà di ricercare gli artisti nella rete e di invitarli a partecipare. Questo club non chiede nulla di questo, neanche denaro, certo, e' gestito da persone con Handicap fisico che sono pienamente convinte quanto sia necessario ed utile tirare fuori quello che si possiede dentro. ll Club e' aperto al libero pensiero purche'‚ non sia immorale ed offensivo. Siamo convinti noi handicappati, lasciamoci pure chiamare cosi', di avere delle qualita' soprattutto espressive che nessuno conosce? Chi di noi non ha conosciuto quelle lunghe notti insonni, nelle quali i nostri pensieri erano come specchi completamente riflessi su noi stessi? Chi di noi tante volte, come valvola di sfogo non ha scritto poesie ma ha paura timore a farle conoscere? Il CLUB si propone di fare proprio questo: vuole raccogliere tanto materiale, in special modo poesie scritte da persone con Handicap.

Chi sono

Utente: poets
Nome: Marco Poets
Sono il pazzo che ride sui tetti guardando la luna. Sono io, un poeta! IMMAGINI PRESE DALLA RETE

Commenti recenti

Darkangel7 in Donna Williams, affe...

Archivio

oggi
--- 2006 ---

Links

Partecipano

 Il mio profilo Contattamipoets
 Il mio profilo Contattamioxyjen

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 28 luglio 2006

Donna Williams, affetta da sidrome di Asperger (una forma rara di autismo), e' una poetessa, una compositrice , cantautrice, un artista geniale soprattutto e' una scrittrice, e' famosa per i suoi romanzi autobiografici.

Anche per lei il fare queste cose e' una compensazione per quello che non ha: non riuscire a relazionarsi con gli altri, e non riuscire a fare operazioni piu' elementari come vestirsi.
Wittgenstein, un altro filosofo famoso, era autistico.

Oltretutto leggi questa poesia....



VORREI … POTREI


Quanto vorrei a volte,
poter essere un gabbiano,
volare sopra il mondo
senza essere riconosciuta.
Potrei sfiorare l'acqua del mare
e farmi trasportare dalle dolci onde,
sentire il vento che viene a contatto
con tutto il mio piccolo corpo.
Con un battito di ali potrei raggiungere
quell'immensa luce di colori
che fa brillare ogni cosa che tocca.
Potrei sprofondare nelle morbide
macchioline bianche che avvolgono
il cielo e assistere da lontano
alla vita che scorre sotto di me.

...scritto da una disabile ,anche se e' semplice anche se semplice dimmi se non esprime qualcosa di bellissimo, una speranza!

postato da: poets alle ore 11:11 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 24 luglio 2006

RICORDO I MIEI PRIMI PASSI

Ricordo i miei primi

vacillanti passi.

Li ricordo perfettamente!

Perché, essendo spastica,

avevo nove anni.

Era una mattina di luglio.

 Quel giorno mi sembrò

che il sole vibrasse

e girasse dalla gioia,

e che tutto fosse in completa armonia!

Silvana Pagella

postato da: poets alle ore 16:31 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, 11 luglio 2006

A Red, Red Rose

O My Luve's like a red, red rose,
  That's newly sprung in June;
O My Luve's like the melodie
  That's sweetly played in tune.

As fair art thou, my bonnie lass,
  So deep in luve am I;
And I will luve thee still, my dear,
  Till a' the seas gang dry.

Till a' the seas gang dry, my dear,
  And the rocks melt wi' the sun;
O I will love thee still, my dear,
  While the sands o' life shall run.
                                                                  

And fare thee weel, my only luve,
  And fare thee weel awhile!
And I will come again, my luve,
  Though it were ten thousand mile.
 

Robert Burns

 Il mio amore è
come una rosa rossa rossa,
ch'è da poco sbocciata in Giugno:
il mio amore è come una melodia
che è dolcemente
e armoniosamente suonata.
Sè bella tu sei,
mia leggiadra fanciulla,
che pazzamente innamorato io sono;
e sempre io t'amerò, mia cara,
finché non s'asciugheran tutti i mari;
finché non s'asciugheranno
tutti i mari, mia cara,
e non si fonderanno le rocce al sole:
e sempre io t'amerò, mia cara,
finché scorrerà la sabbia della vita.
Addio, mio unico amore!
Addio per un poco!
Io ritornerò, mio amore,
anche se a dieci mila miglia.

                                                                           

La rosa fa rifioririre i pensieri più

lieti,

il suo profumo è bello come la primavera.

Ne basta sol una per dire: "Ti amo"

e mille per amarti per tutta la vita.

Poetavagabondo

 

 

PICCOLE COSE

Basta
una viola in giardino

per far sorridere

un uomo.

Basta

contemplare il cielo

trapuntato di corpi celesti

per far gioire l’universalità.

Basta

un suono d’amore

per quietare

un bambino.

Basta

una cordiale

stretta di mano

per farsi sentire

tutti amici.

Silvana Pagella

logo di PohASTORIELLA SCRITTA DA CARLO CATALANO

LA MONTAGNA 2


Tanto e tanto e tanto tempo fa ci stava un paesino che era “sorvegliato” da una montagna misteriosa.

Questa montagna manteneva il suo mistero perché, nessuno era riuscito ad andare in cima!

Tutti quelli che avevano tentato, chi per il brutto tempo, chi perché aveva trovato il ghiaccio, insomma avevano dovuto desistere tutti!

C’era un uomo in paese che, si chiamava Filippo, questo (Filippo) era famoso per la sua tenacia.

Non c’era impresa che aveva cominciato che poi non l’avesse finita.

Una sera decise che la mattina dopo sarebbe andato in cima alla montagna misteriosa.

La mattina dopo si alzò presto e si avviò!

Con la tenacia che lo distingueva piano, piano arrivò in cima.

Qui vide un panorama meraviglioso, se guardava ad est vedeva il mare, se guardava ad ovest vedeva altre montagne.

Adesso ‘però avvenne un prodigio: guardò di nuovo ad est ed il panorama era cambiato ed ogni volta che si girava il panorama cambiava.

Restò a voltarsi e rivoltarsi per alcune ore!

Poi venne la sera e dovette lasciare la vista di quel panorama che, magicamente, cambiava e si avviò verso valle.

Quando giunse in paese, andò all’osteria e raccontò della sua avventura, un vecchio (considerato il saggio del paese) disse:

“ogni cosa per essere bella deve essere vista, finché nessuno la vede non sarà mai bella!”

logo di PohA



Carlo Catalano

Poesia di Soprannome MSNLirazel7                     
BISOGNO D'AMORE
 
Eccomi ...
volo come
figlia del vento 
tra queste mura silenti
in un mondo
che non mi appartiene...
che ha ceduto il suo passo  
a falsi ideali
anche nel suo più piccolo piede...
Non c'è più comprensione
rispetto,attenzione...
La fretta impudente
cattiva compagna ...
ha travolto dei giorni
la dolce fragranza...
Ma noi siamo gemme
..questa è verita'
che, volendo,
diverranno fiori
per rallegrare i prati della vita
con i nostri colori...
Basta appena fermarsi...
anche solo un momento...
per capire che il mondo
ha bisogno d'amore...                        
logo di PohA          POTEVAMO
Potevamo essere
io e te
due voci nel silenzio
un volo di gabbiani
ali nel vento
l'urlo dell'alba
il sorriso caldissimo
del sole
sotto le coperte
ci saremmo scambiati
il desiderio
dei nostri corpi stanchi
ma il gelo dell'inverno
le sue notti
ci hanno divisi
ed oggi siamo ghiaccio .
 
                                    Luciano Somma
 
Jun 25Jun 25Jun 25Jun 25

Abbi Cura

Dalla finestra la vedo chinarsi sulle rose
reggendole vicino al fiore per non pungersi le dita.
Con l'altra mano taglia, si ferma
e poi taglia ancora, più sola al mondo
di quanto mi sia mai reso conto.
Non alzerà lo sguardo, non subito.
È sola con le rose e con qualcosa che riesco
solo a pensare, ma non a dire.
So bene come si chiamano quei cespugli
regalatici per le nostre recenti nozze:

Ama, Onora e Abbi Cura...
è quest'ultima rosa che lei all'improvviso mi porge,
dopo essere entrata in casa tra uno sguardo e l'altro.
Affondo il naso in essa, ne aspiro la dolcezza,
la lascio indugiare-profumo di promessa, di tesoro.
Le reggo il polso per avvicinarla ancora,
i suoi occhi verdi come muschio di fiume.
E poi la chiamo, contro quel che avverrà:
moglie, finché posso, finché il mio fiato,
un petalo affannato dietro l'altro,
riesce ancora a raggiungerla.

Raymond Carverlogo di PohA

Si, potevamo essere ghiaccio,
potevamo esser fuoco-
tutto potevmo essere
meno quello che siamo:
due fiori senza colore
due giovinezze senza profumo
199x97orchidea
 
 

Il posto magico 2

Tanto e tanto e tanto tempo fa (ma forse anche oggi), c’era un posto incantato in cui regnava una magia: tutti gli abitanti potevano fare, liberamente, quello che volevano (purché non andassero ad intaccare la libertà degli altri).

Lo seppe un uomo (che si considerava un signore e la sua massima ambizione era poter fare il comodo suoJ).

Appena lo seppe progettò di andarci, quando però ci fu non vide tutte le meraviglie che si era aspettato, gli sembrò un posto come gli altri dove il postino portava la posta, il fornaio faceva il pane. L’oste vendeva il vino, etc.

Tornò al suo palazzo, vivamente deluso.

Raccontò la sua storia a molti, dicendo che, però era un posto come gli altri e non aveva niente di magico.

Tra quelli a cui lo raccontò ce n’era uno conosciuto come saggio che gli disse: “ogni posto è magico, dipende da chi lo guarda”

Carlo Catalano

postato da: poets alle ore 14:52 | link | commenti
categorie:
sabato, 01 luglio 2006

Io portatore di Handicap?!?

Nulla toglie che una bella vignetta possa aiutare a sdrammatizzare una situazione non sempre comoda come quella dell'handicap.
Occorre avere molti punti di vista al riguardo.
Ho conosciuto una persona che sottovoce mi disse:
"Una persona è diversa dal momento che un suo simile la considera tale". 
E' una grande verità. 
Sergio Staino "Bobo" (15702 byte)
Siamo abituati a vedere solamente quello che vogliamo vedere, spesso lo facciamo senza nemmeno rendercene conto.

Modena, gennaio 2005

 

LA VOCAZIONE DI SIMONE SORIA 

 

Credo che ognuno di noi abbia un fine da perseguire nella vita; non importa che essa  doni un fisico perfetto o che costringa ad una sedia a rotelle, con difficoltà o meno nel parlare, ma certamente offre ad ogni persona la possibilità di esser unica e di assumere un ruolo ben preciso nel progetto di Dio. Un Dio spesso incomprensibile, accusato di ogni ingiustizia, ma che offre l’opportunità di realizzarsi e di esser vivi nonostante tutto, com’è successo a me.

Mi chiamo Simone Soria, nacqui 25 anni fa affetto da tetrapresi spastica grave, dovuta ad un parto ritardato. Non cammino, non controllo né braccia né mani, parlo male, eppure ho una famiglia, tanti amici e da poco sono laureato, anche se per la scienza non dovrei neppure esserci.

Fin dall’asilo vissi insieme ai miei coetani, quasi dimenticando la mia disabilità; alla scuola materna correvo con i miei amici spingendo la carrozzella con i piedi puntati a terra, mentre alle elementari in alcune partite di calcio giocavo con i miei compagni facendo il portiere, in una porta che mi costruivano su misura.  Cadevo parecchie volte e prendevo moltissime pallonate in faccia, però sono ancora vivo!  Oggi mi accorgo che quei anni furono fondamentali per la mia integrazione sociale. La famiglia ed il Comune di Modena non nascosero al mondo il mio handicap, come purtroppo accade in molte altre realtà, offrendomi così la possibilità di confrontarmi con gli altri, di impare a farmi accettare ed apprezzare per quello che sono in realtà.

In quarta elementare entrò il computer nella mia vita, che mi avrebbe reso nel tempo sempre più autonomo: lo comandavo grazie ad un caschetto, che adopero tutt’ora, dotato di una protuberanza con cui si possono digitare i tasti di una tastiera. Pur non essendo uno strumento per scrivere velocissimo, mi ha permesso di diplomarmi e laurearmi, annullando il mio handicap rispetto agli altri almeno per quanto riguarda lo studio e l’utilizzo del computer.

Il periodo delle scuole superiori fu per me il più 
felice, passato tra le prime uscite serali in auto con gli amici, la vittoria del campionato provinciale under 16 di scacchi e le gite scolastiche… Mi fui anche follemente innamorato di una mia compagna di classe, con cui  uscì per diversi mesi. Poi la storia finì, chissà perché: forse per la mia disabilità, anche se lei lo negò sempre.

In questi anni ho dovuto affrontare anche varie difficoltà, naturalmente. Ad esempio, alle scuole medie non riuscì mai ad integrarmi bene: in molti compagni e professori sentivo un certo distacco, che non aiutò certo a coltivare nuove amicizie.

Notevoli problemi li incontrai anche all’Università, che iniziai a frequentare 5 anni fa, dopo essermi diplomato in informatica. All’epoca era una struttura completamente inadatta a disabili e solo col passare degli anni è diventata per lo meno vivibile da una persona con handicap, anche grazie ai miei suggerimenti. Mi sono laureato in Ingegneria Informatica in corso e con il massimo dei voti grazie alla mia forza di volontà, alla passione che nutro per l’informatica e grazie ad amici che mi hanno aiutato dal punto di vista logistico e con cui ho preparato diversi esami confrontandoci reciprocamente, ma certamente non per merito del settore dell’Università rivolto ai disabili, com’è invece risultato da alcune interviste rilasciate in occasione della mia laurea.

Quando dovetti scegliere il tema della mia tesi, si incastrarono assieme due avvenimenti che penso difficilmente possano essere considerati casuali: nell’arco di poche ore un docente universitario mi coinvolse in un suo progetto rivolto a disabili ed incontrai una persona interessata ad avviare un’attività commerciale rivolta a portatori di handicap. Questi due avvenimenti, uniti al fatto che sono una delle poche  persone disabili laureate in ingegneria informatica, mi hanno convinto che il mio ruolo nel progetto di Dio  sia quello di aiutare le persone più sfortunate di me ad integrarsi nella società, attraverso l’ideazione e lo sviluppo di nuovi ausili informatici. Questa sarà certamente la mia professione principale: in particolare il primo sistema che proporrò, iniziato a sviluppare durante la tesi, permette a disabili motori di interagire col computer, qundi anche di comunicare, pilotando il mouse muovendo il volto o qualsiasi altra parte del corpo che si controlli, senza l’utilizzo di nessun sensore. Il sistema, chiamato “FaceMOUSE”, è adatto anche a persone con capacità motorie ridottissime  (per ulteriori dettagli si può contattare il sottoscritto scrivendo a soriasimone@libero.it chiamando il numero 059/306025).

                  

            Il sottoscritto,

         ing. Soria Simone

 

postato da: poets alle ore 16:15 | link | commenti (3)
categorie: vignetta n1, archivio n1, storia da raccontare

Poha - poesia & Handicap

    logo di PohA     "Liberta' che non verra' mailogo di PohA
     
Senza il tuo aiuto
io non posso fare niente,
con questa maledetta sedia a rotelle
e' come se fossi dietro le sbarre
che non si aprono mai
cerco la chiave per aprire questa gabbia
per volare fuori verso la liberta'
una liberta tanto attesa
ma che non verra' mai
per me ...
 
By GRANIERO ENRICO
 
Liberta'logo di PohA
                                          Far capriole
                                   su un prato di nuvole
                                      aprire le braccia
                               in un soffice e leggero volo
                           verso un caldo abbraccio del sole
                                  e la dolcezza di un tuffo
                                    in un acqua tiepida
                                    che riscalda il cuore
                                  lasciar andare la mente
                          in un sogno. E' tutta questa la liberta'
                                 che come un dolce bacio
                                     ti fa innammorare
                                di quel sogno tanto lontano
                                          della vita.
 
A tutti coloro che hanno sognato e sognano di alzarsi in piedi
e correre incontro al proprio sogno...
 
By  RANIERI ALESSANDRO
 
Vorrei"          
        logo di PohA
Vorrei avere qualcuno che mi dicesse: ti voglio bene.
Vorrei che mi si accettasse come sono.
Vorrei che qualcuno mi stringesse forte forte nelle sue braccia.
Tutto questo mi farebbe sentire felice e importante.
 
By  PIGNATTI DEBRA
 
      logo di PohA                 "Sogno di un'amica"      logo di PohA
Come vorrei ...
come vorrei che un giorno
questo mio sogno si avverasse.
E' un sogno lontano ...
difficile da raggiungere,
direi quasi impossibile,
almeno per ora.
Ma sono sicura
che un pò al giorno,
con il tuo aiuto, con il loro aiuto,
mettendo da parte
quella vostra aria menefreghista,
riuscirò a superare.
Non supererò certo il mio problema,
ma non sarò afflitta
dalle atrocità che quotidianamente
feriscono il mio cuore
e la mia mente.
Non è difficile aiutarmi sai.
Basta solo volerlo.
Non dovete sperare,
ma solo chiudere gli occhi
e amare.
 
By ANDREA MORO
Copyright 1998
 
 logo di PohA                            "Luna"                 logo di PohA
Sei come la Luna,
mi giri intorno, ma non posso toccarti.
Mi illumini i sogni, ma non potrò mai realizzarli.
Come la vista del Cielo stellato, in una notte d'estate,
con la luna, che nel mare si va a rispecchiare,
così la tua luce, diletta il mio cuore.
Luna!
Mi ricordero' sempre,
che bagnarti nel mare, tu, non potrai.
 
By BIANCO ANTONIO
postato da: poets alle ore 15:57 | link | commenti (1)
categorie: archivio n1